IN PRIMO PIANO - ROMA IN VANTAGGIO

 

UN CALCIO AL COVID-19

CHI E' STATO?

IL TROFEO ARMANDO PICCHI

LA NOSTRA COPPA DELLE FIERE

IL TORNEO ANGLO ITALIANO 

I NUMERI DEI PORTIERI ROMANISTI 

by Roberto Cerrone

I numeri dei portieri Romanisti

Capire chi è stato l’attaccante più prolifico o quello con la miglior media gol è facile, basta leggere i tabellini dei marcatori, sommare i gol e ci siamo.

Impresa più difficile con i portieri, vedere le presenze e quanti gol hanno preso.

La classifica stilata, non significa che i primi siano stati i migliori, essere il numero uno infatti, con Zeman oppure Erikson, non è la stessa cosa di esserlo con Liedholm o Mazzone.

Tanti, ricordano il primo marcatore romanista in campionato (Ziroli), ma ricordate chi è stato il primo portiere? Credo di no, si chiamava Giuseppe Rapetti, nato ad Alessandria e proveniente dalla Fortitudo, come Ferraris IV.

Nella sua storia, la Roma nelle gare ufficiali, che ricordo essere oltre a Campionato (anche quello unico di B), coppa Italia, coppa Campioni, coppa delle Fiere, coppa Uefa, Coni e super coppa di Lega, ha impiegato 58 portieri, di cui 2 solo nelle coppe e ben 5 che hanno avuto una sola presenza, in campionato (Superchi, Tontini, Di Magno, Malgioglio e Rega). Quelli che hanno superato le 300 presenze sono solo Tancredi e Masetti, guarda caso Campioni d’Italia.

Per i primi posti della classifica, ho contato almeno 60 presenze in totale, così da avere una visione numerica più reale.

Tancredi si conferma l’estremo difensore più affidabile, seguito da De Sanctis e poi al terzo posto da Alberto Ginulfi, quello che parò un rigore a Pelè in una gara seppur amichevole. Alberto ha giocato molto con Helenio Herrera allenatore e ha vinto una coppa Italia, oltre a tornei non menzionati in questa classifica. Un suo particolare infortunio, ha permesso l’esordio di Quintini, che nelle sue 9 gare disputate, ha subito 5 gol con un quoziente di gran lunga migliore dei primi tre, ma fuori classifica per le poche partite giocate.

Al quarto posto, Antonioli altro portiere campione d’Italia; sotto la media di 1 gol a gara anche Cervone.  A seguire, con la media esatta di 1 gol, Paolo Conti che nella nostra storia, è il portiere meno battuto in un campionato intero a 16 squadre (1974-1975). Ivan Pelizzoli detiene il record di imbattibilità consecutivo per un portiere della Roma, 774 minuti, ed è il sesto in assoluto nella storia del nostro campionato.

In allegato la tabella dei primi venti.

Forza Roma, ci stiamo avvicinando al momento del riabbraccio, magari a un metro e magari con la mascherina, va bene anche così.

 

 

 

 

Colonna1

cognome

nome

totale

Colonna2

media gol

1

Tancredi

Franco

383

330

0,86

2

De Sanctis

Morgan

84

74

0,88

3

Ginulfi

Alberto

201

185

0,92

4

Antonioli

Francesco

144

138

0,96

5

Cervone

Giovanni

246

239

0,97

6

Conti

Paolo

206

206

1,00

7

Alisson

Ramses Becker

64

66

1,03

8

Pelizzoli

Ivan

93

99

1,06

9

Doni

Marangon

200

216

1,08

10

Masetti

Guido

364

396

1,09

11

Albani

Luigi

78

85

1,09

12

Pizzaballa

Pierluigi

76

86

1,13

13

Cudicini

Fabio

210

238

1,13

14

Szczesny

Wojciech

81

95

1,17

15

Julio Sergio

Bertagnoli

61

73

1,20

16

Ballante

Bruno

84

110

1,31

17

Curci

Gianluca

63

83

1,32

18

Panetti

Luciano

157

208

1,32

19

Tessari

Luciano

64

91

1,42

20

Risorti

Fosco

     

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 Il torneo anglo-italiano

La nostra Coppa Italo Inglese (Anglo Italiana)
Forse in tanti non sanno neanche di cosa parliamo, perché troppo giovani o perché lasciata nel dimenticatoio, ma questo trofeo ha una sua storia nata nel 1970 portata avanti, prima dal calcio professionistico e poi da quello semiprofessionistico, per qualche decennio per poi spengersi da sola, anche Lei travolta da ritmi diversi del calcio moderno.

Dobbiamo fare un po' di storia perché, quasi parallelamente, si svolgeva una coppa simile tra la vincente della coppa Italia e quella della coppa di Lega Inglese, diversa dalla più meritevole Coppa d’Inghilterra, trofeo che da quelle parti è considerato alla pari del campionato.

Questo trofeo nasce nel 1970 da un’idea di Gigi Peronace, modesto ex calciatore, di ruolo portiere, nato in Calabria a Soverato e presto divenuto dirigente sportivo, prima a Torino poi in Inghilterra dove diventò una specie di anello di congiunzione tra i 2 modi di fare calcio, un po' come sta facendo ora Baldini.

A noi interessa l’edizione del 1972 alla quale parteciparono 12 squadre in totale divise in 3 gironi, abbinate 2 inglesi e 2 italiane in ogni girone.
Le squadre s’incontravano in gara di andata e ritorno, almeno nella fase a gironi.
Ai tradizionali punti di allora (vittoria 2 e pareggio 1) si aggiunsero i gol fatti e, per dare maggiore spettacolarità, si spostò la linea del fuorigioco ai sedici metri delle rispettive aree di rigore. 
Basti dire che il Blackpool, che ritroveremo in finale, durante il suo girone batté per 10 a 0 il Lanerossi Vicenza.
La classifica finale si stilò tra le Italiane e le Inglesi per sancire le 2 finaliste, una per ogni Nazione.
Altra peculiarità fu quella di avere arbitri Inglesi in Italia e viceversa in Inghilterra.

Torniamo alla Roma.
La nostra amata era reduce da un campionato discreto, con alla guida Helenio Herrera, arrivammo al settimo posto con una sola sconfitta interna. Ci togliemmo diverse soddisfazioni come quella di battere i campioni d’Italia in carica dell’Inter (la lazio stava in B).
Ottenemmo di poter utilizzare, in questa coppa che partì il 1° giugno 1972, i nuovi acquisti Spadoni e Morini ed il rientrante dal prestito aretino, Giovanni Bertini.
Il nostro girone, prevedeva anche Catanzaro, Carlisle e Stoke City.

Prima gara non fortunata, visto che perdemmo in casa con il Carlisle per 2-3, con entrambi i nostri gol di Cappellini. Nella seconda gara, sempre a Roma, battemmo lo Stoke City per 2-0 con doppietta del neoacquisto Valerio Spadoni, un giocatore bravo che non potemmo goderci appieno negli anni, per i gravi infortuni che subì in carriera.
Si volò poi in Inghilterra nella sua parte nord ovest, molto più su di Liverpool. Pareggio 3-3, per noi Banella, autorete a favore e Cappellini.

Dopo due giorni di riposo, ci spostammo un po' più al sud, a Stoke on Trent dove affrontammo lo Stoke City e lo battemmo a domicilio per 2 a 1 con reti di Santarini e Cappellini. 
Curiosità, l’arbitro fu Michelotti che diventerà tristemente famoso per noi.
La classifica italiana, ci vide primi con 14 punti davanti all’Atalanta con 13, via via le altre. 
Da parte inglese, netta vittoria del Blackpool davanti al Carlisle, l’unica squadra che ci aveva battuto.
Per la finale di Roma, 24 giugno 1972, l’arbitro era austriaco, di fronte Roma e Blackpool. 
Nostra vittoria, la prima di un’Italiana in questo trofeo per 3 a 1 con gol di Cappellini, Scaratti e Zigoni. 
La Roma utilizzò 20 giocatori. Li vogliamo ricordare in ordine di presenze:
Cappellini, Spadoni, Santarini, Salvori, Bet e Franzot con 5 presenze;
Scaratti, Morini, Liquori, Cordova con 4;
Ginulfi, Quintini, Cappelli e Zigoni con 3;
Banella con 2;
Petrelli, Pellegrini, Bobo Vieri (padre), La Rosa e Bertini con 1.
I marcatori:
Cappellini 4, Spadoni 3, Santarini, Scaratti, Zigoni e Banella 1.
Sono tutti giocatori, rimasti nel nostro cuore, che possono dire di aver vinto un trofeo importante, europeo.

Roberto Cerrone Roma Club Gruppo Eni UTR

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Un calcio al Covid19

Il calcio, come è giusto sia, si è fermato e non si sa quando riprenderà ma riprenderà, di questo siamo sicuri. Si parla di slittare tutta la stagione fin dentro l’estate, si parla di continuarla a settembre, ricordo a tutti che proprio noi della Roma vincemmo una coppa Italia giocandola a inizio stagione successiva, in pratica la conquistò mister Mirò (subentrato a Foni) con alcune panchine di coppa Italia a guida Krieziu, e la vinse Carniglia nella finale con il Torino, ripetuta in Piemonte e vinta con il gol di Nicolè, era il 1° novembre 1964. Un’ultima relativa curiosità, in quella edizione di Coppa Italia, fece gol per l’unica volta un portiere della As Roma, Fabio Cudicini (il mio preferito in assoluto) battendo e realizzando un rigore contro la Fiorentina che contribuì a portarci in finale, erano i rigori dopo tempi regolamentari e supplementari. Per la storia calcistica della nostra amata, Fabio Cudicini risulta il primo giocatore ad essere sostituito quando il regolamento lo permise, fu sostituito, per infortunio, da Matteucci che di conseguenza è il primo subentrato (si parla sempre di campionato serie A) con il n° 12. Era il 1° maggio 1966, Roma Fiorentina. Anche il figlio di Fabio Cudicini, Carlo è stato un portiere e fece l’esordio nel grande calcio con la maglia del Milan proprio in una gara di coppa Italia, Roma Milan 2 a 0. La vita è bella anche per questo.
Perdonatemi questa escursione ai tempi di quando stavo alla fine delle medie inferiori.
Torniamo ai giorni nostri. Molti di noi stanno a casa, altri devono lavorare per garantire l’essenziale al nostro paese e, idealmente, li ringraziamo e li abbracceremo quando tutto sarà finito.
La nostra stagione, come quella delle altre, ha già una sua linea di demarcazione precisa, quella prima del Covid19 e quella dopo.
La nostra Roma finora ha giocato 36 gare ufficiali tra campionato, coppa Italia e Uefa. Ne ha vinte 17 (47,22%), pareggiate 10 (27,28%) e perse 9 (25%), segnando 69 reti e subendone 46 con una differenza di +23. I giocatori più presenti nel totale delle competizioni sono 2, Pau Lopez e Veretout con 34 gettoni. Certo i minuti giocati dal portiere spagnolo sono tanti di più di quelli del centrocampista francese, ma i gettoni presenza sono quelli. Ora una domanda difficile, chi è che ha fatto più gol nel totale? Facile, Edin Dzeko con 15.
Facciamo una piccola analisi di ogni competizione.
Cominciamo dalla Coppa Italia della quale ne abbiamo 9 nella nostra bacheca, secondi solo alla Juventus. Anche quest’anno il nostro cammino non è stato lungo e giocato totalmente in trasferta, dopo una prima vittoria a Parma per 2 a 0, abbiamo subito una sconfitta a Torino sponda Juventus per 3 a 1. Grazie alla doppietta di Parma, Lorenzo Pellegrini è stato il marcatore principe con 2 reti. Poco da dire.
In Uefa League siamo ancora in marcia, dopo aver superato, con qualche patema finale, la fase a gironi, ci siamo imposti nei sedicesimi ai Belgi del Gent. Ora ci attende il doppio scontro con il Siviglia, altre nella nostra competizione hanno già giocato l’andata, tutte meno l’Inter e il Getafe. Meno male che ci siamo fermati perché Italia e Spagna, al momento, risultano in Europa le più colpite dal virus. Il più presente in questa competizione è Veretout, l’unico a giocare tutte e 8 le gare, mentre il titolo di miglior realizzatore se lo dividono Dzeko e Kluivert con 3.
Veniamo ai numeri del campionato, quello di maggior croce e delizia, quello dai tanti alti e bassi che ci hanno fatto fluttuare in classifica, toccando anche il 4° posto ma ponendoci ora al 5°, staccati da chi è avanti ma anche da chi è dietro. L’Atalanta è a +3 ma con una gara in meno e il vantaggio dello scontro diretto, il Napoli a -6. Ci sarà ancora da lottare, sia per migliorare che per mantenere.
I più presenti in campionato sono al momento Pau Lopez e Dzeko con 25 presenze (su 26 giornate), mentre Edin è il miglior realizzatore con 12 reti. Dietro Edin ci sono Kolarov e Mkhitaryan con 6, visto che il gol di Cagliari è stato assegnato ufficialmente dalla lega calcio di serie A all’Armeno.
Sicuramente abbiamo un triste primato in questa stagione, quella degli infortuni, quasi sempre gravi che ci hanno tolto a più riprese Diawara, Zappacosta, Zaniolo, Pastore, Cristante, Pellegrini, Perotti, Under, è tanta roba e andrà messa sulla bilancia di fine stagione, almeno per capire il perché.
L’anno scorso, non una buona stagione al vero, a questo punto del campionato, cioè dopo 26 giornate, avevamo 44 punti (1 in meno di ora), fatti 49 gol (2 in meno), 36 subiti (gli stessi), 5° posto in classifica (come ora), ma dopo questa 26 giornata ci fu l’esonero di Eusebio Di Francesco. Un piccolo miglioramento, quello che speriamo di sentire ogni sera alle 18 nella conferenza stampa della protezione civile, un po' come accadeva tanti anni fa quando la televisione si collegava con Vermicino per come procedeva il tentativo di salvataggio di Alfredino Rampi. Non si riuscì a salvarlo ma tutta l’Italia rimase con il fiato sospeso e l’allora presidente della Repubblica Pertini capì la necessità di un vero coordinamento tra le strutture dello stato per fronteggiare le grandi calamità come è ora.
Grazie a tutti voi che rimanete a casa o che continuate a fare il necessario, grazie a quei paesi che sembravano tanto lontani e che invece si stanno dimostrando vicini inviando medici e materiale.
Restate a casa e sempre FORZA ROMA, torneremo presto allo stadio!

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Chi è stato?

Fino a qualche settimana fa, esultavamo per un gol di un nostro giocatore, in qualsiasi competizione e torneremo a farlo. Ora abbiamo tempo per rivivere la nostra storia e andare anche più indietro della nostra data di nascita.

Con queste poche righe vogliamo riportare alla nostra memoria i nomi di chi ha cominciato a farci esultare.

Cercheremo di farlo in modo cronologico, dando importanza alle competizioni ufficiali ma anche un po', come è giusto che sia, a quelle non propriamente ufficiali, non organizzate da quelle strutture che nel tempo hanno gestito il calcio, Figc, Uefa e Fifa.

Andiamo con ordine.

Il 1° campionato che affrontiamo, grazie a un posto liberato da altra fusione, è la divisione nazionale, allora divisa in 2 gironi, noi siamo inseriti in quello B. La prima gara la giochiamo in casa, al Motovelodromo Appio (dalle parti di quella che è ora Colle Albani), avversario il Livorno. Vinciamo 2 a 0 e il primo gol in assoluto in un campionato di calcio lo fa Luigi Ziroli, Romano proveniente dall’Alba, questo basta per farlo entrare nel Pantheon Romanista, era il 25 settembre 1927, a quasi quattro mesi dalla nostra nascita. Nella stessa stagione, a consolazione delle squadre che non si contenderanno il titolo nel girone finale, viene ideata la Coppa Coni, primo torneo vinto dalla nostra amata. La prima partita si giocò l’8 aprile 1928 e il primo gol lo fece Fasanelli che ne farà altri 2 in quella gara Roma Napoli 4 a 1.

Nel 1929 nasce la serie A, come ancora la conosciamo. La prima gara si gioca ad Alessandria il 6 ottobre 1929 e il primo gol lo segna Volk, Fiumano, che nello stesso anno segnerà il primo gol (l’unico in quella gara) in un derby con la Lazio.

Si viaggia nel tempo e abbiamo il nostro primo incontro Europeo nella coppa Europa Centrale che ci vede partecipanti la prima volta nel 1931, si gioca il 7 luglio 1931 a Praga, è ancora Volk a segnare il primo gol internazionale, Slavia Roma 1 a 1.

Nel 1935 ci troviamo ad affrontare la rinata Coppa Italia e lo facciamo il 26 dicembre a Foggia, battendo i satanelli locali per 4 a 0, il primo gol è di Andrea Gadaldi, di Leno in provincia di Brescia.

Passano gli anni e arrivano le nubi che ci porteranno una disastrosa guerra con tanti lutti e un paese in ginocchio.

Il calcio continua a vivere nella nostra regione, si organizza prima un campionato Romano nel 1943 con prima gara il 5 dicembre 1943 contro La Disperata (si chiamava proprio così), vittoria di 2 a 0 con 2 gol di Amedeo Amadei. L’anno dopo si gioca il campionato Laziale, prima partita il 21 gennaio 1945 contro la Juventus Roma e nostra vittoria per 4 a 1, primo gol dell’Albanese Naim Krieziu, campione d’Italia come Amadei.

Finita la guerra e liberata l’Italia, ecco ricominciare il campionato anche se in due gironi, nord e sud. Noi apparteniamo al secondo e la prima gara la giochiamo il 21 ottobre 1945 ad Ancona contro l’Anconitana, nostra vittoria per 1 a 0, in gol Amadei. Ci qualifichiamo anche per il girone finale, il primo gol arriva a Livorno nel pareggio per 1 a 1 e con gol di Amadei (sempre Lui).

Si torna nella normalità.

Affrontiamo un nuovo campionato per noi, la serie B nella stagione 1951/52. Campionato vinto e mai più rivisto, per notizie su questo chiedere a Lotito. La prima partita in serie B la giochiamo il 9 settembre 1951 in casa con il Fanfulla Lodi, vittoria per 2 a 1 e primo gol di Carlo Galli, toscano di Montecatini Terme che farà anche il secondo gol.

Nel 1960 iniziamo la coppa delle Fiere che subito vinciamo. Dopo lo 0 a 0 della prima partita in Belgio contro il St. Gilloise, vinciamo 4 a 1 il ritorno in casa e il 1° gol lo fa Luigi Giuliano, Vercellese di lunga militanza nella nostra Roma e proveniente dal vivaio del grande Torino.

Arriva Helenio Herrera e subito vinciamo la Coppa Italia, l’avevamo in verità già fatto ma, grazie a un calcio non proprio organizzato, la vinciamo la stagione successiva e non in tempo per partecipare alle relative competizioni europee. Quindi il 17 settembre 1969 esordiamo con l’Ards (Irlanda del Nord) in trasferta ed è 0 a 0, nel ritorno, 1° ottobre, vinciamo 3 a 1 e il primo storico gol lo segna Elvio Salvori, veneto di Noventa di Piave, anche Lui una lunga militanza Romanista, cursore incredibile, ne sono sempre stato affascinato. Poi quella coppa finì con la monetina.

L’arrivo di Liedholm, ci regala un 3° posto che ci porta in coppa Uefa nel 1975. Coppa nata dalle ceneri della Coppa delle Fiere dove ci si qualifica grazie a buoni piazzamenti in campionato. La prima gara la giochiamo il 17 settembre 1975, si batte il Dunav Ruse (Bulgaria) per 2 a 0 e il primo gol lo fa Stefano Pellegrini, Romano di Primavalle che ci ha lasciato da poco. Poi la Uefa cambia nome altre due volte ma è stato Stefano il primo.

Sempre il Barone ci regala lo scudetto e la Coppa Campioni nel 1984. Esordio il 14 settembre 1984 con gli Svedesi del Goteborg, nostra vittoria per 3 a 0 e primo gol (da Olimpo del calcio) di Francesco Vincenzi della provincia di Brescia. La coppa finì dove iniziò, all’Olimpico, ai rigori e contro il Liverpool.

Si cambia millennio e arriva il nostro 3° titolo, intanto la coppa si chiama Champion League. La prima la facciamo in un giorno funesto per tutta l’umanità, l’11 settembre 2001. Esordio nientemeno che con il Real Madrid, che alla fine vincerà quell’edizione, e sconfitta interna per 1 a 2, nostro gol di Francesco Totti.

Un grazie per i dati al libro della Triade “Grassetti Izzi Pescatore” As Roma La Grande Storia che da tempo è diventato il mio punto di riferimento principale, poi la mia memoria, la mia passione e i dati che scrivo da oltre 50 anni e conservo.

Un giorno, per non annoiare troppo, tratteremo le coppe minori.

Forza ROMA! Restate a casa!

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La nostra Coppa delle Fiere

Anche in questa occasione facciamo un salto nel tempo, a ritroso, a vantaggio dei più giovani e a memoria per quelli meno giovani, unico comune denominatore la fede Romanista.

La coppa delle Fiere nasce nello stesso anno della coppa dei Campioni ma non come trofeo dalla stessa valenza. Infatti, si capisce dal nome, questa competizione si svolgeva, a invito, tra squadre appartenenti a città dove ha luogo una qualsiasi ma importante fiera. Tanto è vero che, alle prime edizioni, furono presenti rappresentative di città intere come Londra e Milano. La stessa cadenza temporale della competizione era diversa, prima di 3 anni, poi di 2 e, nelle ultime edizioni, stagionale. Poi è stata assorbita dall’Uefa che l’ha fatta sua, dopo averla osteggiata per anni.

Noi abbiamo partecipato diverse volte ma, alla prima occasione, la vincemmo.

Stagione 1960-61 ma con finale (doppia) giocata all’inizio di quella 1961-62, quindi con allenatori e giocatori diversi. Anni dopo ci capitò anche con la nostra prima vittoria in Coppa Italia, ma quello fu un discorso diverso, non normato dal regolamento.

La Roma della stagione 1960-61 non è male. Il Presidente è Anacleto Gianni, a Roma battezzato Anacleto 5° a causa di qualche piazzamento da quinto posto. Il mister è Alfredo Foni, ex giocatore della Lazio che divenne campione Olimpico e del Mondo con la maglia della Juventus. Guarnacci e Losi si alternano come capitani, De Sisti si affaccia al grande calcio, Ghiggia, Selmosson sono al canto (ma che canto) del cigno, Schiaffino, Lojacono e Manfredini le nostre stelle. Grandi portieri come Cudicini e Panetti e giovani del nostro vivaio che diventeranno grandi giocatori come Orlando e Menichelli. Tutta la rosa era competitiva che finirà il campionato al quinto posto (appunto) stando in testa per una buona parte del campionato, Manfredini darà 20 gol. Meno bene in coppa Italia dove veniamo eliminati, ai rigori, dalla Fiorentina ai quarti di finale.

Premesso il tutto, veniamo alla nostra cavalcata in coppa delle Fiere.

Prima gara a Bruxelles, 4 ottobre 1960, sono gli ottavi. L’avversario è il Saint Gilloise, squadra vallone del Belgio, già dieci volte campione nazionale, ai giorni nostri nella B locale. La gara finisce 0 a 0. Il ritorno si gioca a Roma il 1° novembre 1960, nostra vittoria per 4 a 1 con i nostri a segno con Giuliano, Menichelli, Manfredini e Lojacono (su rigore).

Si passa ai quarti di finale, avversario il Colonia che vincerà il campionato tedesco l’anno successivo, arrivando secondo nella stagione che ci riguarda. Giochiamo in Germania il 18 gennaio e vinciamo per 2 a 0 grazie a Manfredini e a una loro autorete. Tutto facile per il ritorno? Non saremmo la Roma, già allora. Ecco una bella sconfitta per 2 a 0 con il loro secondo gol segnato da un certo Karl Heinz Schnellinger che qualche anno dopo arrivò da noi per una stagione e quindi andare a vincere tutto con la maglia del Milan insieme a Cudicini, Prati, Sormani e Rivera.

Tutto da rifare, il sorteggio ci premia e la gara di spareggio si gioca ancora a Roma, è il 1° marzo 1961 e ci portiamo via la qualificazione grazie a un bel 4 a 1 con doppietta di Manfredini e gol di Lojacono e Pestrin.

Si passa alla semifinale, prossimo ostacolo gli Scozzesi del Hibernian di Edimburgo, la squadra che può vantare di giocare un suo derby cittadino tra i più antichi del mondo, Hibernian – Hearts che si gioca dal 1875.

Si gioca al di là del vallone di Adriano il 19 aprile 1961, si gioca in una bolgia tipica del tifo di quelle parti ma i nostri la prendono con il piglio giusto e ritornano nella capitale con un prezioso pareggio per 2 a 2, grazie alla doppietta di Lojacono e alle parate di Cudicini.

Ritorno a Roma il 26 aprile 1961. Adesso mi sento in dovere di raccontare un aneddoto sentito dalla viva voce di Giacomo Losi. Eccolo. Per festeggiare il 25 Aprile, l’Italia giocò una gara amichevole contro l’Irlanda del Nord, Losi fu convocato e giocò pur con la Roma impegnata il giorno dopo in una gara di coppa, altri tempi. Giacomo tornò a Roma e andò al ritiro della squadra più per altro per stare vicino ai compagni e qui, un po' a sorpresa, Foni chiese al capitano di scendere in campo e così fu, e meno male visto come si era messa la gara, iniziata con un nostro vantaggio e chiusa con un 3 a 3 finale, con doppietta di Manfredini e gol di Lojacono. Allo scadere della gara, la cronaca ricorda di un salvataggio difensivo di Losi decisivo per giocare lo spareggio.

Ancora fortunati nel sorteggio e spareggio che si gioca a Roma il 27 maggio. Vittoria nostra per 6 a 0 con 4 gol di Manfredini e singolo di Menichelli e Selmosson.

Si approda alla finale con il Birmingham che intanto aveva eliminato l’Inter di Helenio Herrera, ma il tutto è spostato alla stagione successiva.

Nell’estate la Roma cambia pelle. Arriva Carniglia, qualche anno prima al Real Madrid, plurivincitore di coppa dei campioni e soprattutto una stella di nome Angelillo, inoltre un breve rientro di Da Costa.

Anche la finale della coppa si gioca in doppia gara, la prima a Birmingham il 27 settembre 1961. Stadio Inglese e tipico tifo sul collo ma la Roma ne esce bene con un pareggio per 2 a 2 con doppietta del solito Manfredini e una prestazione super di Cudicini e come anche riporta il libro “As Roma, la grande storia” con l’ex portiere della nazionale inglese, e mister avversario, Merrick, si avvicinò a Fabio Cudicini dicendogli che mai aveva visto uno parare come Lui. Mitico ragno nero.

Il ritorno si gioca a Roma l’11 ottobre 1961, di fronte a 60.000 spettatori, nonostante lo sciopero dei mezzi pubblici.

Alla fine, la nostra Roma si portò il trofeo sulle spalle vincendo per 2 a 0 grazie a una autorete di Farmer e al gol di Pestrin. L’immagine di Losi che porta il trofeo facendo il giro del campo è storia per il nostro cuore.

L’elenco dei 20 giocatori impiegati dalla Roma (allora in Coppa Fiere, si poteva sostituire solo il portiere), Losi, Giuliano, Manfredini, Lojacono, Menichelli, Pestrin, Fontana, Corsini, Schiaffino, Cudicini, Orlando, Stucchi, Panetti, Selmosson, Raimondi, Ghiggia, Carpanesi, Angelillo, De Sisti e Da Costa. I marcatori Manfredini 12, Lojacono 5, Menichelli e Pestrin 2, Selmosson 1.

Manfredini fu il goleador principe di quella competizione costruita e vinta da 2 allenatori con 2 squadre diverse, i tifosi sempre gli stessi ma tutti sotto una sola bandiera, la nostra, quella della As Roma 1927.

Se vogliamo ancora stare in campo con Lei, e lo vogliamo, rimaniamo a casa in questo periodo, restate a casa FORZA ROMA!

Roberto Cerrone Roma Club Gruppo Eni UTR

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Trofeo Armando Picchi

Il 1971 è tanto lontano e pure è rimasto nei ricordi di tanti.

La nostra Roma si era classificata al 6° posto in un campionato vinto dall’Inter e disputato dopo che l’anno prima si erano ceduti Capello, Spinosi e Landini che lasciavano Roma dopo averla fatta sognare.

L’ultima giornata la giocammo all’Olimpico barrendo 1 a 0 il Verona ma con il cuore triste perché due giorni prima era morto un campione dello sport che amiamo, un giocatore di quelli che sono al di sopra della maglia di club che hanno indossato, Armando Picchi portato via da una malattia che mai penseresti possa impossessarsi di un calciatore, un tumore alla colonna vertebrale.

Armando aveva giocato nel Livorno, dove era nato solo 36 anni prima, per poi passare alla Spal quindi all’Inter dove con Helenio Herrera aveva vinto tutto quello che un calciatore possa desiderare, tre campionati italiani, due coppe Campioni e anche una Intercontinentale. Giocò anche in nazionale.

Finì la carriera al Varese per poi diventare allenatore, quando morì lo era ancora, della Juventus, anche se era stato costretto, per salute, a lasciare la panchina a Wycpalek, lo zio di Zeman.

La figura esemplare di correttezza sia in campo che fuori, era un tipo alla Scirea, portò dolore nell’ambiente calcistico e la Figc decise di istituire un torneo alla sua memoria da svolgersi nel mese di giugno 1971, cioè subito.

Il torneo nacque con una grande ambizione, quasi a diventare, nel tempo, una super coppa da ripetere ogni anno e dove i club chiamati a contenderlo fossero le prime due del campionato e le finaliste della coppa Italia. Qualcosa non funzionò, il torneo ebbe quell’unica edizione e la stessa non fu rispettando i criteri detti. Parteciparono l’Inter, campione d’Italia, la Juventus, forse perché l’ultima squadra allenata da Picchi, il Cagliari che aveva ancora in petto lo scudetto vinto l’anno prima e la Roma, forse perché allenata da HH, importante per Picchi e forse anche perché il torneo fu ideato da Alberto Lievore stretto collaboratore del nostro allora Presidente Alvaro Marchini, destinato da lì a poco a lasciare la nostra guida.

La formula è complessa e si sviluppò su una prima fase a girone all’Italiana (solo gare di andata).

Questi i risultati:

Inter – Juventus 3 a 1 - Roma – Cagliari 3 a 2 - Cagliari – Inter 1 a 1 - Roma – Juventus 2 a 2 - Inter – Roma 2 a 1 - Juventus – Cagliari 1 a 1

Con questa classifica finale (2 punti per la vittoria): Inter 5, Roma 3, Cagliari e Juventus 2.

Per regolamento si giocarono, il 29 giugno tutte a Roma, le finali: 3° e 4° posto Juventus – Cagliari 2 a 1 e 1° e 2° posto Roma – Inter 1 a 0

La nostra Roma vinse quel torneo e lo fece davanti a 80.000 spettatori, certo erano tifosi di tutte e 4 le squadre ma noi eravamo a larga maggioranza.

La Roma vinse con un gol di Renato Cappellini (ex interista) segnata dopo 6 minuti e controllo la gara con grande autorità, guidata da Capitan Del Sol, unico straniero tra le nostre file come un solo straniero era in maglia interista, Jair Da Costa, che fece una stagione (1967-68) con noi allora guidati da Oronzo Pugliese.

La nostra formazione: De Min; Scaratti, Petrelli; Franzot, Bet, Santarini; La Rosa, Del Sol, Vieri, Cordova, Cappellini. Subentrati Liquori e Zigoni al posto di Scaratti e Cappellini.

Che bello scrivere una formazione con la vecchia numerazione da 1 a 11!

Io c’ero.

Ci staremo ancora!

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